sabato 29 ottobre 2016

Meritarsi

45,6 sulla bilancia.
Non sono andata giù di testa, no

Ma cosa credevate fossi?
Una di quelle che si preoccupa se mette su un chilo senza sapere il motivo?
Una di quelle che si preoccupa se supera le 950 calorie al giorno?
Una di quelle che se si sente troppo in colpa esce di casa e si fa i chilometri cercando di bruciare quello che ha ingurgitato?
Una di quelle che si abbuffa e poi si distrugge cercando di restituire ogni singola briciola?
Una di quelle che ama la sensazione di avere il controllo?
Una di quelle che pur sapendo benissimo di avere un DCA lo nega nel modo più assoluto?
Una di quelle che dice di voler guarire ma lo fa solo perché quel giorni é lontano e sa che non verrà mai?

Bene, questa sono io.
E sí, sono andata giù di testa.

Sto prendendo in considerazione di smettere calcio, ho paura di ingrassare ancora.
É da quando ho smesso atletica che sono dimagrita.
É perché ho perso massa, questo lo so, ma non é possibile che in due settimane io la abbia già ripresa tutta.
Voglio dimagrire.
Voglio sentire la sicurezza e il controllo che solo un peso basso possono darmi.
Voglio sentirmi onnipotente, capace di resistere agli stimoli, alla fame.
E se questo significa il dover dire " no" alla vita, ci sto.
Una volta che fai un patto con il diavolo è per sempre.
Ed io ne ho già fatto uno, tanto tempo fa.
Non ho altro modo, non posso tagliarmi perché a fare allenamento si vedrebbe, però posso dimagrire.
É una mia scelta e non posso lasciarmi fermare da belle parole o da pietanze invitanti.
Vincerò io stavolta, non i miei bisogni.
Stasera ho una pizzata a casa di un'amica dell'università, non posso dire di no, sarebbe troppo tardi, ma posso magiare solo verdure a pranzo.

Non ho passato un esame all'università, sono ingrassata, perché dovrei meritarmi di mangiare?

lunedì 24 ottobre 2016

Andrea

Più passo del tempo con lui, più mi accorgo di essere come divisa in due.
C'é Francesca e poi c'è Andrea.
Francesca é quella timidina, insicura e fragile, che non esprime mai la sua opinione.
Andrea invece é tutti i desideri nascosti e perversi, quello che non dico, il " me" combattente che lotta per quello in cui crede e odia le ingiustizie, quello che ama letteralmente il reparto maschile e, a volte, desirerebbe esserlo, un maschio.
Credo ci sia una profonda differenza tra essere uomo e essere un maschio.
Io sono una donna e mi sento un maschio, forse per delle stupide etichette che la società attribuisce e che detta cosa sia da maschio e ciò che invece sia da femmina.
La cosa che mi sconvolge e che se domani mi svegliassi e fossi Andrea sarei contenta, allo stesso tempo questo lato, Andrea,  mi lascia indifferente pur ritenendolo indispensabile.
Ho un amico che spesso scherza affermando " e un giorno Francesca diventò Andrea" e devo ammetterlo, spesso ci penso a questa eventualità.
Non nel senso di avere un pene o la barba e/o avere tutte quelle caratteristiche morfologiche che contraddistinguono un uomo da una donna, bensì essere riconosciuta come Andrea( al maschile) e non avere il seno.
Non so come spiegarlo, vorrei essere un piccolo maschietto pur continuando a considerarmi lesbica.
Parlo spesso di me al maschile, vorrei potermi mettere i boxer e vestirmi da uomo più di quando già non faccia, insomma, sono confusa.


Sul lato alimentate é uno sfracello completo.
Sono giorni all'insegna di abbuffate e vomito. Arrivo a farmi fuori un'intera confezione di pane in cassetta, un pacco di biscotti e tutte le merendine che riesco a farmi entrare nello stomaco solo a colazione e ,nonostante vomiti ingrasso lo stesso.
Non ce la faccio più a vedermi così.
Ho mandato a puttane la preparazione di un esame perché impegnata a divorare la dispensa.
VOGLIO EQUILIBRIO
Non ne posso davvero più a dividermi tra digiuni, fatti di sigarette e caffè,  e abbuffate, in cui mangio anche surgelati, ma non so neppure che significhi mangiare normalmente.
Vorrei riuscire a parlare con qualcuno senza essere giudicata o etichettata come l'esagerata di turno.
Non sono abbastanza meritevole di ricevere aiuto o lo avrei già ottenuto, o no?

sabato 1 ottobre 2016

Set off the lights

Sono passati mesi dall'ultima volta che ho scritto sul blog.
Ho fatto la maturità prendendo un voto che ho fatto solo finta mi soddisfasse davvero.
Ho salutato la ragazza che ho ospitato per un anno, una terza sorella che mi ha insegnato molto.
Sono andata al mare ad Agosto come mai era successo prima e poi in montagna, in Trentino, al freddo.
Non ho passato il test dell'università a Bologna.
Ho iniziato l'università dove vivo, studio servizio sociale e mi piace.
Mia madre dice sia diventata più spiritosa da quando frequento l'università, la verità è lei che ha iniziato ad ascoltarmi di più.
Dallo psicologo non sono più andata, i motivi sono tanti, primo fra tutti la paura di non essere abbastanza,non abbastanza bisognosa di aiuto.
Ho fatto una cena a inizio settembre, invitando tutti i miei ex compagni di classe, é stato bello, mi sono sentita apprezzata anche per cose stupide o frivole come il fatto che mi abbiano regalato una camicia e dei saponi da lush, cose che adoro.
Ho pensato " mi conoscono"
Sono stata bene, non felice ma non pretendo una cosa così grande.
Poco prima di ferragosto sono stata a Mirabilandia, il parco in se mi ha fatto morire di paura, ma la compagnia é stata ottima se togliamo il cibo e gli attacchi di panico.
Il panico, ultimamente mi assale anche nei momenti di serenità, nei momenti in cui posso essere me stessa e spensierata, una paura irrazionale che mi toglie il fiato e che mi fa desiderare unicamente di sparire, di rifugiarmi in un posto sicuro e attendere che la bufera cessi.

Sono cambiate così tante cose lì fuori.
Ma la serra all'interno é rimasta la stessa.
Non sono cambiata neanche un po', i miei pensieri sono sempre solo e soltanto quelli di sempre.
Il fisico la segue, a tratti.
Non ho più toccato il 42.
Ho cominciato a tagliarmi di nuovo, ad invocare quasi come se pregassi di ritornare ad essere affamata senza avere fame, senza essere schiava dei miei bisogni, a tornare ad avere una libertà di scelta.
Mi sono rammollita, sono stanca per cose futili, non sono più padrona di me stessa.
Vorrei che tornasse la vera me e mi strappasse da questa orribile condizione e mi riportasse nel mio regno, sul mio trono, con la mia corona sulla testa, nel posto dove i bisogni sono sudditi e non re.
Ho sempre avuto una sensibilità silenziosa, ora invece é rumorosa, fastidiosa ma soprattutto molto pericolosa perché fa vedere le mie mancanze e debolezze a chiunque.

Tre mesi e  una Francesca ancora una volta diversa, nel senso negativo e sbagliato, ancora più debole sempre più vicina al baratro.
Ieri mi stavano investendo, non ho avuto paura, ho visto la scena come al rallentatore e ho pensato" ti prego investimi" solo il clacson mi ha riportato alla realtà: Io sulle strisce con la macchina a 10 centimetri dalle mie gambe.
Sono viva ma la luce si é spenta.